QUALE EUROPA?

    Quale Europa?

Se pensiamo al cammino fatto in questi 80 anni dagli stessi Stati che per due volte si sono scontrati in due guerre mondiali con circa 50 milioni di morti, civili e militari disabili, distruzione di intere città ridotte in macerie, non abbiamo che rallegrarci e di essere orgogliosi  di questa Europa, dei Spinelli, De Gasperi, Adenauer, Shuman, della musica di Beethoven  e Mozart, delle cupole di Michelangelo e Brunelleschi, dei dipinti di Giotto e di Leonardo, di Van Gog e  Caravaggio e la lista è ancora lunghissima, e tuttavia   messa all’angolo dagli attuali vertici americani e descritta come parassitaria, egoista, incapace di sostenere il sistema bellico della Nato, invadente dei mercati americani con uno sbilanciamento a favore dell’Europa tra merce esportata e quella importata.

E’ l’America first di Trump a volere un primato su tutto. Perché?

Gli Stati Uniti pretendono di governare tutto il globo sapendo di essere la potenza militare più potente e più diffusa del pianeta ( gli USA possiedono basi militari e flotte ovunque ed armi nucleari spaventose!), per questo sono in grado di condizionare le politiche di intere nazioni, asservendole ai propri interessi economici.

E vorrebbero annettere il Canada, piegare con i dazi l’Europa e Cina,  dominare lo Spazio, condividere con Putin la resa della Ucraina e spartirsi il suo territorio e le sue ricchezze, annettere unilateralmente  la   Groenlandia per trivellare i pozzi petroliferi, negando di fatto i cambiamenti climatici ad opera delle sciagurate politiche negazioniste,  aiutare Netanyahu con i 50,000 morti di Gaza, l’occupazione della Cisgiordania.

L’Europa rischia di essere travolta dagli imperialismi di Cina Russia e Cina; dovrà pertanto cambiare: più unita per condividere le spese di una difesa comune e non frammentata, più unita per gli investimenti energetici, ambientali, per lo sviluppo sostenibile, per il lavoro, per il sostegno alle imprese, per i cittadini che soffrono sempre per una povertà sempre più diffusa.

L’U.E. vanta  valori culturali di  solidarietà di rispetto e solidarietà sostenuta da 27 democrazie dei  Paesi che ne fanno parte  e che pure con qualche difficoltà rappresentano l’argine alle autocrazie guidate da despoti autoritari.

Elenco tre priorità ed obiettivi per rendere forte l’Unione Europea:

  1. Correggere il rallentamento della crescita della produttività colmando il divario di innovazione. Significa una accelerazione significativa dell’innovazione tecnologica e scientifica, un passaggio dalla innovazione alla commercializzazione
  2. Abbassare i prezzi dell’energia con processi di decarbonizzazione
  3. Un sistema di difesa unico, coeso e coordinato.

L’Europa con i suoi 500 milioni di abitanti rispetto ai 300 milioni americani e 150 milioni russi rappresenta il maggiore mercato mondiale. Se riusciamo a svolgere i programmi di crescita come delineati dalla relazione di Mario Draghi e dallo studio di Enrico Letta, entrambi investiti da Ursula von der Leyen per la loro esperienza culturale e politica, sarà difficile anche per gli imperialismi, assetati di poteri, considerare l’U. E.  una facile preda da conquistare ed umiliare.

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