LA SINCERITA’ … E LE BUGIE

La sincerità… e le bugie di Leonardo Spadavecchia

La sincerità è una preziosa virtù da coltivare nei giovani. Spesso hanno paura, dicendo la verità, di perdere la stima degli amici, del sacerdote o del confessore.

Piedestallo della sincerità è l’umiltà, virtù difficile per tutti, soprattutto per adolescenti e giovani, che cercano autonomia e riconoscimento. Da qui nascono contrasti con i genitori e piccole bugie per nascondere voti scolastici, frequentazioni sbagliate, uso del denaro, esperienze con fumo o droghe. Quelle bugie diventano poi menzogne nelle relazioni affettive, familiari, lavorative e politiche.

Don Bosco raccomandava due cose: essere sinceri con genitori e superiori, senza coprire i propri errori, e accogliere i consigli dei superiori come guida di vita. La bugia offende Dio e disonora davanti agli altri.

La sincerità è particolarmente importante in confessione. Don Bosco ne parlava spesso nei suoi sogni. In uno, entra in una sala con porte di cristallo e veli: dietro uno, la scritta “Sesto comandamento”. La guida gli dice che molti giovani si confessano ma tacciono peccati gravi per vergogna. Senza vero pentimento e proposito, la confessione non salva. Serve grazia, preghiera e aiuto nella formazione.

Nel sogno dei lucchetti, Don Bosco vede sette giovani con un lucchetto alla bocca; tre di loro si tappano anche le orecchie. Sono quelli che tacciono o mentono in confessione e non ascoltano i consigli. Solo togliendo la superbia possono ritrovare la verità.

La sincerità in confessione educa alla sincerità nella vita. I giovani hanno bisogno di adulti trasparenti. È diseducativo vedere uomini bugiardi e corrotti in posizioni di potere. Le piccole bugie diventano le grandi menzogne dei regimi e delle guerre.

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