La giornata mondiale dei bambini.
Si è tenuta a Roma il 25 e 26 maggio la giornata mondiale dei bambini voluta dal Papa.
Ho constatato che non è stato dato il necessario risalto a tale iniziativa; penso a tutta la pubblicità che viene espressa nelle innumerevoli occasioni di ricorrenze consumistiche: la festa della mamma, del papà, degli innamorati, dei nonni e via discorrendo.
Come se la vita dei bambini fosse scontata, non meritevole di una particolare attenzione. Si pensa forse che i bambini in quanto tali non possono che essere felici, senza problemi.
Purtroppo non è così. E perfino in prospettiva, la mancanza di bambini, e non solo in Italia, crea problemi sociali perché priva le società di forze lavoro necessarie per il sostegno delle attività produttive e sociali.
Nel mondo vi sono circa 2 miliardi di bambini. Nonostante i notevoli miglioramenti che vi sono stati nei vari Paesi per la difesa dell’infanzia, molto resta da fare.
Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha identificato 6 gravi violazioni dei diritti dei minori che vivono in contesti di guerra: assassinio o mutilazione di bambini e bambine, reclutamento in eserciti di gruppi armati (bambini e bambine soldato), attacchi a scuole ed ospedali, stupri e violenze sessuali.
Molti non hanno accesso a cure sanitarie, non hanno cibo sufficiente e muoiono o si ammalano per mal nutrizione, altri ancora non sono in grado di frequentare una scuola permanendo in uno stato di analfabetizzazione.
Il Santo Padre ha fatto riferimento a tutti questi problemi per accendere l’attenzione delle Istituzioni alla risoluzione degli stessi ricordando che “mi rivolgo a te bambina e a te caro bambino perché sei prezioso agli occhi di Dio”.
I bambini e gli adolescenti in Italia.
E’ stata pubblicata una ricerca di Save the Children in collaborazione con la Caritas italiana a proposito dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Quasi un ragazzo su dieci vive in famiglie che non possono assicurare condizione di vita dignitose; quindi più di centomila giovani tra i 15 e 16 anni vive in condizioni di grave deprivazione materiale.
Quasi 1 su 4 non ha la possibilità di acquistare tutti i libri scolastici, il 18% svolge anche attività lavorativa per aiutare la famiglia.
Appena 28 bambini su 100 possono accedere agli asili nido (sono sempre pochi rispetto alle richieste).
Intervistati, alcuni hanno affermato che pensano di non finire la scuola per andare a lavorare.
(L’impiego dei minori è anche regolato dalla legge ed in caso di violazioni, fortemente sanzionato).
In conclusione in generale, sono proprio i giovani i più colpiti dalla povertà e per questo è indispensabile un intervento strategico di contrasto alla povertà minorile.
Mario Ladisa